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VEVER: Un'eredità gioielliera parigina rinata con la 7ª generazione

La Maison Vever fu fondata a Metz nel 1821 e trascorse oltre un secolo in rue de la Paix, a Parigi, dove divenne uno dei nomi di riferimento del movimento Art Nouveau, vincendo cinque Grand Prix alle Esposizioni Universali tra il 1889 e il 1925. Chiuse nel 1982. Quasi quattro decenni dopo, Camille e Damien Vever, settima generazione della famiglia fondatrice, hanno rilanciato la Maison con un'idea chiara di ciò che sarebbe dovuta diventare: una casa radicata nei propri straordinari archivi, guidata da un impegno verso una produzione responsabile, e realizzando gioielli in Francia con i migliori artigiani del paese.

VEVER VEVER

La direttrice creativa Sandrine de Laage lavora direttamente sugli archivi ottocenteschi di Vever, reinterpretando i riferimenti Art Nouveau della Maison attraverso uno sguardo contemporaneo anziché limitarsi a riprodurli. Il risultato è naturalistico nell'atmosfera ma preciso nella costruzione: forme organiche realizzate in oro riciclato satinato, con dettagli incisi a mano che conferiscono a ogni pezzo una specificità tattile che nessuna finitura meccanica può replicare. La collezione Ginkgo ne è l'esempio più evidente: il suo pendente a forma di foglia attinge all'eredità botanica della Maison, anche se il fiore di Ginkgo che raffigura non esiste in natura. Ogni pezzo è lavorato interamente in Francia, con oro riciclato e diamanti naturali riciclati, da artigiani selezionati per una conoscenza tecnica che si trova raramente al di fuori della storica tradizione orafa francese.

Pierre-Paul Vever fondò la Maison a Metz nel 1821. Suo figlio Ernest la trasferì a Parigi, in rue de la Paix, nel 1872. I figli di Ernest, Paul e Henri, la portarono al suo periodo di maggior prestigio, vincendo premi Grand Prix in successive Esposizioni Universali e annoverando tra i loro clienti lo zar Alessandro III, lo Scià di Persia e il primo ministro giapponese. Henri fu anche storico e autore dell'opera di riferimento fondamentale sulla gioielleria francese del XIX secolo. La Maison chiuse nel 1982. Camille Vever ha raccontato di aver ricevuto un gioiello Vever dalla nonna a sedici anni, e di aver coltivato silenziosamente da allora l'idea di un rilancio. Quando lei e suo fratello gemello Damien hanno rilanciato la casa nel 2021, lo hanno fatto con un impegno giuridico preciso: Vever è diventata la prima azienda a impatto sociale del settore del lusso francese, con le proprie responsabilità verso le persone e l'ambiente scritte nel proprio statuto.

Non progettiamo mai un gioiello chiedendoci se sarà di moda. Ci chiediamo se sarà ancora indossato con emozione tra cinquant'anni.
Camille VeverCEO e Fondatrice
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Vever opera come azienda a impatto sociale ai sensi della legge francese PACTE, con i propri impegni verso le persone e l'ambiente scritti nello statuto costitutivo. Tutto l'oro utilizzato nella produzione è riciclato, e tutti i diamanti sono naturali e riciclati. Ogni pezzo è realizzato interamente in Francia, da artigiani selezionati specificamente per sostenere e preservare il savoir-faire francese. La Maison non produce scorte superflue: i pezzi sono realizzati su ordinazione, e la maggior parte viene completata entro tre settimane.

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